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Lunedì 16 Maggio 2022, ore 21.00 Padova, Auditorium Pollini Clicca qui per visualizzare la mappa

GIUSEPPE ALBANESE

Invito alla danza

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Ingresso gratuito con prenotazione fino a esaurimento posti.

Le prenotazioni sono valide fino a 15 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.

I posti si intendono prenotati, non assegnati. L’assegnazione avviene a riempimento, secondo l’ordine di arrivo.

Sarà possibile accedere in sala dalle ore 20.15.

Le prenotazioni apriranno alle ore 18.00 di mercoledì 11 maggio.

Per accedere allo spettacolo è obbligatorio indossare la mascherina FFP2.

INVITO ALLA DANZA

La copertina del disco Deutsche Grammophon, etichetta di riferimento per la musica che chiamiamo classica, è quella dell’album Invito alla danza del pianista italiano Giuseppe Albanese, quarantenne affermato in tutto il mondo, che si esibirà per la prima volta a Padova. È un artista che unisce al virtuosismo pianistico una non comune capacità oratoria: ecco perché gli abbiamo chiesto di conversare con il pubblico, e non solo di suonare, in modo da presentare nella forma più completa questo suo programma che è un omaggio alla danza e insieme un omaggio alla nobile arte della trascrizione.

Il programma è tutto di trascrizioni per pianoforte di celeberrime pagine orchestrali per balletto: lo Schiaccianoci di Tchaikovsky, l’Uccello di fuoco di Stravinsky; fanno eccezione il brano di Weber che dà il titolo al concerto, Invito alla danza, e La Valse di Ravel, che nascono entrambi come brani originali per pianoforte. Il pianoforte, in questo caso, sarà lo Steinway grancoda che la nostra Fondazione ha acquistato per metterlo a disposizione della città di Padova.

GIUSEPPE ALBANESE

È tra i pianisti più richiesti della sua generazione. Il debutto con l’etichetta Deutsche Grammophon risale al 2014: un concept album dal titolo Fantasia, con musiche di Beethoven, Schubert e Schumann. Segue nel 2015 il secondo album DG, Après une lecture de Liszt, interamente dedicato al compositore ungherese. Nel marzo 2016 Decca Classics inserisce nel box con l’opera omnia di Bartók (32 CD) la sua registrazione in prima mondiale del brano Valtozatok (‘Variazioni’).

È regolarmente invitato per recital e concerti con orchestra nei più autorevoli contesti internazionali, come il Metropolitan Museum, la Rockefeller University e la Steinway Hall di New York; l’Auditorium Amijai di Buenos Aires; il Cenart di Mexico City; la Konzerthaus di Berlino; la Laeiszhalle di Amburgo; la Philharmonie di Essen; il Mozarteum di Salisburgo; l’Academy di St. Martin in the Fields e la Steinway Hall di Londra; la Salle Cortot di Parigi; la Filarmonica di San Pietroburgo; la Filharmonia Narodowa di Varsavia; la Filarmonica Slovena di Lubiana; la Fondazione Gulbenkian di Lisbona. Ha collaborato con direttori del calibro di Christian Arming, John Axelrod, James Conlon, Lawrence Foster, Dmitri Jurowski, Fabio Mastrangelo, Anton Nanut, Daniel Oren, Donato Renzetti, Hubert Soudant, Pinchas Steinberg, Michel Tabachnik, Jeffrey Tate, Jurai Valcuha, Jonathan Webb.

Di particolare rilievo gli inviti al Winter Arts Square di Yuri Temirkanov a San Pietroburgo, al Castleton Festival di Lorin Maazel (USA), al Festival Internazionale di Brescia e Bergamo e al MiTo SettembreMusica, alla Biennale Musica di Venezia, al Tiroler Festspiele di Erl, al Festival di Colmar, al Festival “En Blanco y Negro” di Mexico City, al Festival di Sintra (Portogallo) e al Tongyeong Festival (Corea del Sud).

In Italia ha suonato per tutte le più importanti stagioni concertistiche, incluse quelle dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia e della RAI di Torino, e in tutti i più importanti teatri. Negli ultimi tempi si è distinto per essere stato invitato a suonare in ben dodici delle tredici fondazioni liriche italiane: il Petruzzelli di Bari, il Comunale di Bologna, il Teatro Lirico di Cagliari, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, il Teatro San Carlo di Napoli, il Massimo di Palermo, il Teatro dell’Opera di Roma, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia, l’Arena di Verona, il Regio di Torino.

Prima di Fantasia e Après une lecture de Liszt, Albanese ha riscosso un particolare successo con il CD monografico dedicato a Debussy e uscito a gennaio 2012 con il mensile Amadeus in occasione dell’anniversario dei 150 anni dalla nascita del compositore francese. Il disco 1900 – Yearbooks of 20th Century Piano, con musiche di Skrjabin, Szymanowski, MacDowell e la prima registrazione assoluta delle Variazioni di Bartók, è stato recensito come CD del mese dal mensile Suonare News e con 5 stelle sia nel giudizio tecnico che nel giudizio artistico da Amadeus.

Già vincitore del Premio Venezia nel 1997 (assegnato all’unanimità dalla giuria presieduta da Roman Vlad) e Premio speciale per la miglior esecuzione dell’opera contemporanea al Concorso Busoni di Bolzano, Albanese ha vinto nel 2003 il primo premio al Vendome Prize (presidente di giuria Sir Jeffrey Tate) con finali a Londra e Lisbona: un evento definito da Le Figaro «il concorso più prestigioso del mondo attuale».

Albanese è laureato in Filosofia col massimo dei voti e la lode (con dignità di stampa della tesi sull’estetica di Liszt nelle Années de Pèlerinage) e a soli 25 anni è stato docente a contratto di Metodologia della comunicazione musicale all’Università di Messina. Attualmente insegna pianoforte al Conservatorio Tartini di Trieste.