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Sabato 14 Novembre 2020, ore 21 Lendinara (RO), Teatro Ballarin Clicca qui per visualizzare la mappa

CINZIA SPANÒ

TUTTO QUELLO CHE VOLEVO
Storia di una sentenza

CINZIA SPANÒ

A causa del DPCM del 24 ottobre 2020 sul contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 lo spettacolo è stato annullato.

di e con Cinzia Spanò

Regia Roberto Recchia
Video del “sogno” Paolo Turro
Produzione Teatro dell’Elfo

in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Brera

Pubblico Ministero: A cosa ti servivano i soldi che guadagnavi?
La ragazza: Taxi, vestiti, shopping, insomma tutto quello che volevo. Era questo il mio scopo, alla fine non c’era nessuno scopo.

Tutto quello che volevo
Fece molto scalpore, qualche anno fa, la storia di due ragazzine di 14 e 15 anni, studentesse frequentanti uno dei licei migliori della capitale, che si prostituivano dopo la scuola in un appartamento di viale Parioli. Il caso ebbe una fortissima eco mediatica anche per via dei clienti che frequentavano le due ragazze; tutti appartenenti alla cosiddetta “Roma-bene”, professionisti affermati e benestanti, di livello culturale medio-alto, insospettabili padri di famiglia. La vasta indagine che è seguita alla scoperta della vicenda ha visto coinvolte e processate moltissime persone tra clienti e sfruttatori.

Una sentenza diversa da tutte le altre
La storia che raccontiamo inizia quando la strada della più piccola delle due ragazze – che noi chiameremo Laura – incrocia quella della Giudice Paola Di Nicola, chiamata a pronunciarsi su uno dei clienti della giovane, un professionista romano di circa 35 anni.
La Giudice, che deve esprimersi anche sul risarcimento del danno alla giovane oltre che sulla condanna alla reclusione e alla multa dell’imputato, si accorge subito che nessuna cifra potrà mai restituire alla ragazza quello che le è stato tolto.

«Com’è possibile risarcire quello che ha barattato per denaro dandole altro denaro? Se io adesso dispongo di risarcirla in questo modo non farei che ripetere la stessa modalità di relazione stabilita dall’imputato con la vittima, rafforzando in lei l’idea che tutto sia monetizzabile, anche la dignità. E come può il denaro proveniente dall’imputato, il mezzo cioè con cui lui l’ha resa una merce, rappresentare per quella stessa condotta il risarcimento del danno?».

Una sentenza che ha fatto il giro del mondo
Lo spettacolo è dedicato alla Giudice Paola di Nicola e alla sua coraggiosa e sorprendente sentenza. Attraverso il suo sguardo scopriamo un’altra realtà, molto diversa da quella che avevamo immaginato. All’epoca, attraverso una narrazione facente leva prevalentemente sugli stereotipi, i media hanno inquinato la lettura collettiva della vicenda. Lo stigma è caduto soprattutto sulle giovani, che proprio in virtù del fatto di non essere percepite come vittime sono diventate vittime una seconda volta.

CINZIA SPANÒ

Cinzia Spanò prosegue la riflessione sul femminile, iniziata con La Moglie, attraverso l’incontro tra due figure molto diverse, ma legate entrambe dal bisogno di collocarsi dentro la propria storia per diventare pienamente ciò che sono.

ROBERTO RECCHIA

L’attrice ha voluto al suo fianco Roberto Recchia per curare la regia di questo progetto, affidandosi per la seconda volta alla sua collaborazione dopo che nel 2013 avevano portato in scena A nome tuo, tratto dal romanzo di Mauro Covavich. Attore e regista formatosi all’Accademia dei Filodrammatici, Recchia si muove tra teatro di prosa e teatro musicale. Tra i suoi lavori recenti ricordiamo Futuristi per caso, per la direzione musicale di Alessandro Nidi, e Melodia per una nota sola di Magdalena Barile. Recchia ha anche curato la regia di molti titoli operistici.

PAOLO TURRO

Il video del “sogno” è stato invece affidato alla regia di Paolo Turro (già autore per l’Elfo dei video dell’Acrobata) che lo ha realizzato nel corso di un laboratorio con l’Accademia di Belle Arti di Brera – Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate, diretto dal prof. Roberto Favaro.