Musikè 2013

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Ritorna Musikè – nel segno dei quattro. Quattro spettacoli di teatro, l’ultimo dei quali sarà La musica dei matti, un inedito quartetto formato da due strumentisti e due voci narranti. Quattro date con orchestre giovanili, la prima delle quali con la Turkish National Youth Philharmonic, che accompagnerà un solista di fama mondiale, Shlomo Mintz, nel Concerto per violino di Beethoven. Un quartetto classico che meno classico non si può, il francese Le Quatuor, per una esilarante rivisitazione della storia della musica. Il quartetto del Parco della Musica Contemporanea Ensemble, per un affascinante commento sonoro ai disegni animati di Gianluigi Toccafondo. Un quartetto jazz, quello di Elias Nardi, per una singolarissima lettura musicale dei tarocchi.

L’eccezione che conferma la regola è il trio S-Tres di Didier Laloy, giovane virtuoso dell’organetto, a evocare il fascino lontano di una musica di strada che, in mezzo al traffico di oggi, è più che mai un antidoto al logorio della vita moderna. Allo stesso modo, felicemente antimoderno è il programma presentato dall’ensemble La Reverdie, che rielabora i cantici spirituali di una clarissa del Quattrocento, Caterina De Vigri, oggi universalmente nota come Santa Caterina da Bologna.

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L’inaugurazione della rassegna, quest’anno, tocca alla danza: lo spettacolo variopinto e tecnologico della compagnia portoghese Vortice.Dance vuol essere una terapia contro la tristezza, e un invito alla speranza. Seguirà, a novembre, l’assolo di un ballerino in ascesa, Aakash Odedra, a gettare un ponte tra Europa e India, tra la danza contemporanea e la tradizione Kathak, come pure tra la danza e le odierne possibilità di espressione multimediale: il linguaggio del corpo incontra quello dei suoni composti per l’occasione.

La classica di Musikè mantiene i suoi tratti non convenzionali. Ancora uno spettacolo di cabaret musicale, sull’onda del “tutto esaurito” fatto registrare da Igudesman & Joo nell’edizione del 2012: quest’anno la scatenata, intelligentissima verve del quartetto d’archi più dissacrante e più spiritoso del panorama internazionale, Le Quatuor, servirà forse a convertire alla religione del quartetto, solitamente appannaggio di una élite silenziosa, una platea più vasta ed eterogenea. Il melodramma è un modo di raccontare storie che ci appartengono e ci accompagnano, anche a nostra insaputa, perché sono alla radice della nostra cultura: raccontare col teatro d’ombre di Controluce la vicenda di Didone ed Enea, storia immortale d’amore e morte, è un modo di leggere il teatro d’opera da una nuova prospettiva. Aggiungere un velo, per svelare il mistero: accostare il teatro d’ombre al teatro d’opera può così diventare un modo di avvicinare il grande pubblico al melodramma e insieme un modo di solleticare la curiosità dei melomani più affezionati. Introdurre uno schermo, per aiutare l’orecchio: questo il senso dei disegni animati a cui la musica di Simeon ten Holt, compositore olandese scomparso alla fine del 2012, darà voce e luce grazie al quartetto del Parco della Musica di Roma. Completa la sezione classica, insieme alla primavera mistica della Reverdie, l’orchestra La Risonanza di Fabio Bonizzoni, che col plauso della critica ha intrapreso la registrazione integrale delle cantate italiane di Haendel e che per Musikè ospiterà le voci prestigiose di Roberta Invernizzi e Marina De Liso.

Il teatro di Musikè si conferma teatro d’attore, anzi d’attrice, che non disdegna l’impegno civile, da una riva all’altra del tempo. Marta Cuscunà, giovane talento emergente, sarà protagonista di una satira sul lusso d’esser donne (e sul destino di diventar clarisse) all’epoca delle monacazioni forzate, che nella pièce corrisponde all’epoca di Pietro Bembo, uomo di lettere e di chiesa a cui la Fondazione dedica quest’anno una mostra di grande respiro. Giulia Lazzarini, decana delle nostre scene, proporrà invece un toccante monologo sul disagio psichico e sulla recente storia d’Italia, contraltare doverosamente serio alla scherzosa follia di Riondino e compagni alle prese con i “ritratti sonori”, mentre Andrea Cosentino condurrà un gustoso esperimento – condito con abbondante ketchup – sul tragicomico disagio di noi tutti.

Il jazz si affida quest’anno a strumenti inconsueti. Uno strumento esotico per un programma esoterico: l’oud, il liuto della tradizione araba, chiamato da Elias Nardi a interpretare nientemeno che i tarocchi e inserito nel cartellone del 2013 come ideale proseguimento del percorso iniziato nel 2012 con la voce uzbeka di Munadjat Yulchieva. Uno strumento di origine popolare, l’organetto delle feste di strada e di contrada, per un revival frutto dell’estro di un musicista belga, Didier Laloy. Infine, uno strumento noto, il contrabbasso, nella rara veste di protagonista unico e incontrastato, grazie all’arte di Renaud Garcia-Fons.

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Dal jazz alla classica, dalla jazz band alla grande formazione orchestrale: dopo il felice esito dei “battesimi del fuoco” introdotti nel 2012, l’attenzione ai giovani musicisti sarà quest’anno garantita – in forma più che mai estesa e, per così dire, onnicomprensiva – dai concerti delle orchestre dei Conservatori di Adria, Rovigo e Padova. Accanto alla classica, al jazz, al teatro e alla danza, ecco una nuova sezione: Musikè Giovani comprende quattro concerti collocati in sequenza da settembre a dicembre, ad aprire e chiudere la seconda parte della rassegna. Ogni Conservatorio si esibirà fuori dalla propria sede e dal proprio contesto abituale: il Conservatorio di Padova a Rovigo, quello di Rovigo a Padova, quello di Adria a Rovigo, preceduti a settembre, a inaugurare la quaterna, dal concerto dell’Orchestra Giovanile di Turchia, nazione-ponte tra Europa e Asia, tra Occidente e Medio Oriente. La prova che la musica è fatta per unire.

 

Ideazione e coordinamento
Alessandro Zattarin
Comunicazione
Roberto Fioretto
Supervisione
Alessandra Veronese

Progetto grafico
Metropolis ADV

Consulenza per la Classica
Mario Giovanni Ingrassia
Consulenza per il Jazz
Giuseppe “Momo” Mormile
Consulenza per il Teatro e la Danza
Claudio Ronda

Ufficio stampa
Studio Pierrepi

 

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